You are currently browsing colas’s articles.
L’incredibile rush finale con cui gli Oklahoma City Thunder si sono portati sul due a zero e hanno ribaltato una partita che pareva saldamente nelle mani dei Los Angeles Lakers.
Abbiamo scritto più volte di come i Thunder giochino una pallacanestro non troppo bella da vedere e saldamente nelle mani delle giocate dei singoli (sia nel bene che nel male), la sensazione comune però è che questo sia l’anno in cui o si vince, oppure si abbandona ogni velleità di conquista e si passa altrove.
Non è detto che il risultato sia scritto, andare a LA e tornare a casa con due sconfitte è una sorte che ha già toccato molti altri, ma tutto fa pensare che questo sia l’anno buono almeno per giocarsi una finale di conference.

M.C.A., quello dei Beastie Boys con la voce roca.
Quello che non c’è più. Scomparso ieri dopo una lunga battaglia contro il cancro.
Ovunque troverete resoconti e coccodrilli (brutta parola) che vi racconteranno chi era Adam Yauch e perché era importante.
Cos’ha fatto per l’hip hop e il punk, per il cinema e l’hard core, per il Tibet e per New York.
Qui vogliamo salutarlo a modo nostro e ricordarlo per la regia di un documentario – il primo e unico girato con il suo nome e cognome – dedicato proprio a una delle cose che amiamo di più.
Sì, il basket (cosa stavate pensando?)
“Gunnin For That #1 Spot” segue e racconta l’Elite 24, l’annuale meeting che chiama a raccolta i migliori 24 giocatori dei college e li mette uno di fronte all’altro sul playground. Nel film di Yauch sfilano uno dopo l’altro i vari Brandon Jennings, Tyreke Evans, Kevin Love e Michael Beasley. Gente che poi è andata a fare fortuna in NBA e che è interessante vedere qui, giusto un attimo prima di sfondare.
Il film è visibile interamente su YouTube. Non è proprio legale, ma merita comunque di essere visto.
Ciao Adam, e grazie di avere fatto parte della nostra vita.
Made in Minnesota.
Ovviamente.
Forse l’ampia rappresentanza di tifosi dell’Olimpia presenti su queste pagine non gradiranno questo post. Pazienza: l’ultima puntata di Sfide, interamente dedicata al campionato vinto dalla Juve Caserta, è pure gioia per il cuore e gli occhi di ogni appassionato di basket.
Su YouTube è presente in versione integrale, divisa in sei parti. Buona visione!
Il nuovo spot con cui la Budweiser saluta l’inizio della regoular season.
Contiene Mark Cuban. Siete avvertiti
Dennis Rodman e il suo ingresso nella Hall Of Fame.

Niente di nuovo sul fronte occidentale.
Le balle di fieno continuano a ruzzolare sulla prossima stagione NBA, il futuro non è chiaro. Il presente è noiosissimo.
Il gioco dell’estate (quello di scoprire chi firma per quale squadra europea) ha già cominciato ad annoiare tutti.
I giocatori in primis che dalle spiagge dove si godono le vacanze hanno cominciato a twittare di tutto.
Come Wade qui sopra, ma non solo:


Altri invece trascorrono il tempo impegnandosi in altre attività:
1) Picchiando i tifosi
2) Facendo i dischi
3) Andando da Conan O’Brian (OK, si è ritirato, ma non rompete i coglioni)
4) Partecipando a video rap di vecchi tamarri

Di cosa parliamo quando parliamo di Yao Ming?
Uno dei più grandi centri – inteso in senso quasi classico – dell’era moderna, un atleta modello che si è fatto simbolo di un intero movimento cestistico, un personaggio interessantissimo capace di stregare il pubblico americano, quello europeo e, ovviamente, cinese.
Yao passerà alla storia come una delle più grosse incompiute “compiute” di questi anni baskettari.
Nessuno mette in dubbio il suo talento, la sua dedizione al basket, tutti mettono davanti quei terribili problemi fisici che lo stanno costringendo al ritiro.
Era nell’aria, si sapeva, ma fa comunque strano.
Yao Ming smette di giocare dopo non essere mai riuscito a recuperare da un incidente al piede che ha segnato le sue ultime due stagioni. Un calvario vero, e senza l’happy ending della resurrezione.
Peccato, sarebbe stato bello vederlo tornare.


