Alcuni di noi a volte erigono idoli, e sulla base di poco.
Il mio ultimo idolo recente è stato per 200000 di motivi Allen Iverson, uno che piccolo e leggero come un fuscello ne metteva 30 a sera a tanto così dal ferro.
Da lì, dal suo ritiro (?) contarne qualcuno è stato un po’ complicato, se distinguiamo fra il “mitizzare un giocatore” e dire “beh sì è forte”.
Uno di questi, fino a stanotte poteva essere Kevin Love, uno di quelli che nella NBA ci è arrivato senza i titoloni e che a botte di 20+10 è arrivato a un bel contrattone nel freddo di Minnesota. Tiro da tre, presenza sotto canestro, tutto cuore.

Fino a sta merdata qua sotto, dove pensi che davvero la gente, le star, la tua stima non se la meritano.
Una roba degna del peggior Artest (che ad occhio è il re degli stronzi)