Quando Cheryl Ford, ormai otto anni fa, si affacciò alla pallacanestro professionistica, parve a tutti gli osservatori che il futuro del gioco sarebbe passato per le sue mani. In effetti, fin dal primo anno, la ragazza si mise in mostra come degna figlia d’arte: il papà è infatti il grandissimo Karl Malone, autentico totem nel ruolo di ala forte nella migliore squadra che abbiano mai visto nello Utah, quella che andò vicino a un titolo NBA negatole da un Michael Jordan romanzesco. La piccola (si fa per dire) Cheryl gioca nello stesso ruolo, anche se spesso in carriera ha dovuto tappare buchi da numero 5. Diciamo subito che non è diventata quella giocatrice dominante che ci si aspettava, anche se ha vinto un titolo WNBA e ha una carriera di alto livello sostenuta da numeri importanti. Il vero problema è rappresentato da un infortunio molto grave che l’ha costretta a un lunghissimo stop, ed è dall’Italia, dall’ambiziosa Schio vincitrice della prima partita di Eurolega contro il Nadezhda Orenburg, che Cheryl vuole lanciare messaggi importanti per far capire di essere tornata ai livelli che le spettano. I 19 punti segnati rappresentano un bell’inizio in vista di una stagione che promette scintille, anche perché in Europa le ragazze provenienti dal campionato WNBA sono una certezza consolidata. In America si gioca quando i tornei FIBA sono in vacanza, a parte brevi coincidenze che hanno costretto Erika De Souza a saltare partite di playoff per vincere il titolo continentale con il Brasile e Rebekkah Brunson a stare lontana da Schio (dove avrebbe giocato come avversaria) per festeggiare il titolo WNBA vinto da Minnesota. Quindi il livello dell’Eurolega è fantastico: Diana Taurasi, per esempio, è stata la stella della prima giornata esaltando il suo Galatasaray, e tutti sanno che giocatrice leggendaria sia la californiana di origini campane. Schio invece ha puntato forte su una ragazza che vuole tornare dove è già stata nella vita precedente, e non è detto che sia una mossa avventata…