"Ai Cavs? Che cavolo stai dicendo Vinny?"

Tutto si può dire, ma non che questa finestra di mercato NBA non stia regalando parecchie sorprese. Non abbiamo ancora finito di parlare di Melo ai Knicks, del Gallo a Denver e di Deron Williams alla corte di Jay-Z che salta fuori che anche la “LA povera ma simpatica” (aka i Clippers) e “la città precedentemente conosciuta come il regno del Phessone” (aka i Cavs) mettono in piedi uno scambio che si guadagna un po’ di copertine.

La sintesi della notizia è semplice da fare: Baron Davis se ne va in Ohio assieme alla prima scelta 2011 dei Clippers, mentre il percorso inverso lo fanno Mo Williams e Jamario Moon.

Così a occhio, Cleveland pare aver assorbito il brutto colpo dell’estate scorsa ed essersi decisa a muoversi per ricostruire. Si porta a casa un playmaker che avrà sì 32 anni e parecchi infortuni alle spalle, ma quando sta bene è ancora in grado di fare la differenza. E con lui una scelta probabilmente da lotteria, che porta il numero di Draft Picks a disposizione dei Cavs per quest’anno a due prime e due seconde scelte. Insomma, pian piano si potrebbe ricominciare a rialzare la testa. Chiaro, il “vinciamo noi prima di LeBron” resta sempre legato al tanto sospirato (da quelle parti e non solo) fallimento dei Big Three in Florida. Ma tant’è. Da qualche parte bisogna pur cominciare.

I Clippers, dal canto loro, decidono di puntare forte su Eric Gordon e rinsaldano la posizione di Del Negro, che non aveva particolarmente apprezzato la dieta a base di pollo fritto che il Barone aveva evidentemente seguito durante le ultime vacanze estive. Presentandosi poi al training campo con un fisichino a metà tra quello di Oliver “Big O” Miller e quello dell’Adriano dei tempi belli. Nel frattempo arrivano a Los Angeles un giocatore comunque affidabile come Mo Williams, che non sarà un fenomeno ma a pallacanestro ci sa giocare, quattro salti e due stoppate di Jamario Moon, che  solo per aver giocato un Rookie Game a 28 anni suonati merita un po’ di simpatia, e un po’ di margine sul salary cap da sperperare amabilmente firmando pipponi casuali (a proposito, quest’estate si libera Kwame Brown), come da tradizione.

Fatti due conti, non è che quest’anno cambi poi molto. Quel che è certo è che, dopo averlo visto spuntare dal tettuccio della Kia con un sorriso grande così per alzarla a Blake Griffin, io il Barone a Cleveland che va a pesca sul lago nei giorni liberi ce lo vedo poco. Ma proprio poco. E temo che lo farà notare presto.