Tra i vari blog dedicati alla palla a spicchi che ultimamente mi capita di seguire con costanza, un posto di rilievo merita senza dubbio basketbawful. Assolutamente disordinato, confusionario al massimo, ricco di aneddoti futili ma divertenti e provocazioni semi-gratuite: insomma, cosa chiedere di più? Ad ogni modo, negli ultimi due mesi l’autore del blog in questione, che da quel che ho capito deve essere un bostoniano con una spiccata antipatia per Kobe Bryant (altro punto a favore), si è lanciato in una recensione a puntate di quelli che definisce “the worst Nba Champions”. In due parole, il racconto delle gesta di gente che quando avrà dei nipoti potrà dire loro “sai piccolo, anche io ho l’anello di campione NBA”, ma che allo stesso tempo alla domanda su qualche dettaglio in più risponderà con un sincero ed eloquente “scusa, mi chiamano al telefono. Saluta tutti a casa, mi raccomando”. Scappando subito dopo dalla finestra.

L’elenco comprende sostanzialmente tre tipologie di giocatori: ex-stelle del parquet capitate a fine carriera in squadre vincenti, assoluti comprimari dal fascino indiscutibile e delusioni epocali comparse non si sa come alle parate di festeggiamento. Ecco l’elenco delle storie raccontate fino a questo punto.

Sono tutte abbastanza divertenti, piene di video e immagini carine e caratterizzate da un nozionismo esasperato che tanto ci piace. Tra tutte, però, se devo scegliere la mia preferita dico senza dubbio quella dedicata a Darko Milicic. Perchè alla fine del post compare questa intervista, registrata dopo la sconfitta della Serbia con la Grecia ad Euro 2007. Probabilmente già vista e rivista, considerato che è anche citata sulla pagina di Wikipedia di una delle peggiori seconde scelte assolute di tutti i tempi, ma della quale io non sapevo nulla. E ora già scommetto su una carriera post-cestistica da diplomatico internazionale del buon Darko. Le qualità non mancano di certo.

Darko Milicic e l’arte della diplomazia. Cara grazia che quelle finali NBA non le ha perse.