Ed eccoci qui: come sempre, a fine stagione, parte il tormentoso bilancio sui Bulls. Sono uno dei pochi fedelissimi che hanno resistito dopo l’era-Jordan, e ad ogni anno che passa i ricordi diventano sempre più sbiaditi.
Lo scorso anno ci aveva lasciato con buone speranze: la serie contro Boston, forse la più bella degli ultimi 5 anni, persa per un soffio contro un gruppo più esperto, meglio allenato e con più talento complessivo.
Sembrava finalmente arrivata la stagione della svolta per i Bulls: si trattava solo di prendere un centro affidabile e/o un quattro molto interno in grado di supportare il talento di Rose e il folle altletismo di Deng e Thomas.
Sembrava appunto. I Bulls ieri hanno perso contro Milwaukee (ricordiamolo priva di Bogut), buttando via l’occasione di agganciare i Raptors e giocarsela per un posto ai playoff.
Qual è il problema? Ogni anno sembra quello buono, la squadra è giovane e con talento da vendere, la sorte ci ha regalato Derrick Rose quando non dovevamo avere neppure la decima scelta.
E invece… Invece le scelte scellerate di un management inadeguato ci costringono a ripartire ogni anno da capo, senza alcuna prospettiva.
L’errore più grosso è stato fatto due estati fa, quando abbiamo mollato Mike D’Antoni senza colpo ferire per ritrovarci con Del Negro, non male ma del tutto inadeguato a una squadra che vorrebbe puntare in alto. Cessioni scellerate (Nocioni), giovani promesse mai mantenute (Deng), promesse a cui non si è creduto e a cui forse si sarebbe dovuto credere (Thomas, ma lo avete visto a Charlotte?).
Le scelte di quest’anno rappresentano al meglio il senno (e la fortuna) della nostra dirigenza: al primo giro abbiamo preso un mezzo bidone, ma ci siamo ritrovati Gibson al secondo, e il ragazzo ha ben figurato, con 9 punti e 7.5 rimbalzi di media al suo anno da Rookie. Dulcis in fundo, il nostro staff è stato preso dalla nostalgia per Ciccio Sweetney, e si è portato a casa Jerome James, grasso in maniera imbarazzante e incapace di tenere il campo.
Le prospettive non sono rosee: urgerebbe liberarsi dell’equivoco Deng, ma a questo punto non lo vuole quasi nessuno. Hinrich, giocatore che personalmente adoro, è oggettivamente l’ombra del giocatore che sembrava poter diventare: un’ottimo cambio del play, il punto è che lo stipendio è un po’ troppo alto.

Sì Luol, quella è la porta.
Del roster attuale sarebbero da confermare solo Rose (ovvio), Hinrich, Gibson, Johnson (per me vale poco, ma un anno in più glielo si può concedere) e Brad Miller (come cambio di qualità per il centro). Potremmo tenere anche Warrick e Murray, due ottimi cambi che hanno sempre fatto il loro.
Dovremmo provare a scambiare Noah, che potrebbe avere un buon mercato viste le cifre di quest’anno, portando a casa un’ala piccola solida e difensiva.
Inoltre c’è il tema free-agent: a Chicago i nomi che circolano sono solo due, Wade e Bosh. Il primo difficilmente si muoverà da Miami, ma se lo farà la sua città natale sarà sicuramente la sua prima destinazione. Sembra difficilmente accoppiabile a Rose, e questo potrebbe diventare un problema. Il secondo è uno dei giocatori che più odio in NBA, ma probabilmente si adatterebbe meglio alle nostre necessità
Accanto a Bosh servirebbero un’ala piccola e un centro: il nostro salary ci permetterebbe un’offerta a un altro big, come ad esempio Ginobili, ma avremmo poco da offrire in termini di garanzie tecniche. Inoltre credo che ai Bulls serva un vero centro come il pane: per questo punterei ad ottenere Chris Kaman o Camby, con il secondo più facile da ottenere e più adatto a giocare con Bosh (lui difende, Chris no).
Una front-line Bosh-Camby, soprattutto a Est, sarebbe un problema per molti, e Rose avrebbe più spazio per giocare i suoi devastanti uno contro uno. Hinrich in regia e un’ala piccola di esperienza (Prince?) a completare il quintetto, con Gibson in rampa di lancio pronto a diventare titolare in caso si confermasse.
Resta un problema: il nostro management. Finora ha sempre fallito nelle decisioni importanti: sapranno cambiare rotta una volta per tutte, e ridare a Chicago la possibilità di lottare per qualcosa di più che un ottavo posto? Nella Windy City se lo augurano tutti.

1 commento
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07/04/2010 a 23:19
Valero
La vera perla del management è stata cedere Sefolosha, uno dei migliori difensori sugli esterni della lega, per il nulla.
Ed anche per Thomas, indisciplinato quanto si vuole ma atleta mostruoso, potevano pretendere anche qualcosina in più di carne da macello utile a creare spazio salariale per la prossima estate, dove per fare il salto di qualità serve prendere un giocatore in grado di metterla dalla distanza con continuità (Joe Johnson?). I Bulls di questa stagione sono sembrati la peggior squadra perimetrale della lega.